Angora Turco

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angora t2

STORIA

L’Angora Turco è una delle razze feline a pelo semilungo più antiche che si conoscano. Proveniente dall’Asia Minore, oltre che da Ankara, capitale della Turchia, anticamente chiamata “Angora” (da dove ha origine il suo nome), fu scoperta nel 1620 da Pietro della Valle, celebre letterato e famoso viaggiatore romano dell’epoca. Infatuatosi della sua pelliccia vaporosa e della coda a pennacchio portò in Europa, da uno dei suoi viaggi nell’Impero Ottomano, un angora blu ed alcuni esemplari bianchi, che furono molto ammirati poiché non si conoscevano ancora  gatti a pelo lungo in questo continente. Inizialmente l’Angora era presente in tutte le varietà di colore; ben presto però l’unico permesso fu quello originale, e cioè il bianco. Questo periodo coincise cn il rapido declino della sua popolarità: nel giro di poco tempo l’interesse venne quasi totalmente spostato sul persiano, decisamente più tranquillo e socievole, dalla prorompente bellezza, a tal punto che l’Angora rischiò addirittura l’estinzione.  Nello Zoo di Ankara si iniziò un programma di selezione a salvaguardia della razza con circa 30 esemplari rigorosamente di colore bianco. L’esempio fu poi seguito anche dallo Zoo di Istanbul.Il Governo Turco proibì per lungo tempo l’esportazione della razza Angora Turco e diede l’autorizzazione all’esportazione di alcune coppie soltanto nel 1954. Si può parlare di riscoperta della razza solo negli anni 70, quando alcuni soggetti vennero esportati negli stati uniti e si cominciò ad allevarli. La razza viene riconosciuta nel 1970 nel colore bianco e solo nel 1978 nelle varietà colorate.

CARATTERISTICHE

Molto ben proporzionato in tutti gli aspetti è perfettamente equilibrato, elegante ed armonico, dà una impressione di grazia e di fluidità nei movimenti dovute ad un’ossatura minuta, con petto e tronco snelli. La testa  da piccola a media, a forma di cuneo, largo alla sommità, si affusola  progressivamente verso il mento. Il profilo si compone di due superficie piane (linea del naso e sovra testa piatto); il naso di media lunghezza è leggermente incurvato senza nessuna interruzione, la mascella è affusolata , il mento  leggermente arrotondato.  Le orecchie, poste alte sulla testa, vicine, verticali e dritte sul capo, sono grandi, appuntite, larghe alla base, ben ricoperte di pelo con ciuffi. Gli occhi sono grandi, a mandorla, leggermente obliqui verso l’alto. La coda, folta di pelo,è lunga ed affusolata, larga alla base, stretta verso l’estremità. Il mantello è serico e lucente, leggermente ondulato sul ventre; molto sottile, senza sottopelo è di media lunghezza, più lungo nella gorgiera. Per quanto riguarda il colore,tutte le colorazioni sono ammesse, incluse tutte le varietà col bianco,ad eccezione dei disegni pointed e delle colorazioni chocolate, lilac cinnamon e fawn.Tutte le quantità di bianco sono permesse.

 

CARATTERE

Vivaci, intelligenti, equilibrati, giocherelloni e curiosi sapranno con le loro zampe anteriori rimettere “ordine” nei cassetti o negli armadietti a loro accessibili. Ottimi nel riporto ed eccellenti portieri, vi movimenteranno le giornate un po’ noiose e sapranno integrarsi nella famiglia, diventando ottimi compagni di vita. Fate attenzioni ai rubinetti, perché amano giocare con l’acqua e non è raro che li aprano. Se pensate di vivere con un Angora Turco e non trattarlo alla pari (parlandogli, giocandoci e facendolo partecipare alla vita famigliare) non è il gatto che fa per voi, perché soffrirebbe del disinteresse … non dimenticate che sono stati per secoli “i figli dei sultani” e poi i più amati e coccolati della nobiltà occidentale!! … ma l’aspetto più importante del loro carattere è la “sensibilità fuori dal comune”, sono in grado di aprire e conquistare il nostro cuore per non uscirne più” !!!

angora                       angora turco

CURIOSITà

La storia dell’Angora Turco è ricca di miti, da Maometto a Maria Antonietta al  primo Presidente della Turchia democratica Ataturk, grande estimatore di questo felino. Una credenza popolare turca racconta che  Mustafa Kemal Ataturk, morto nel 1938, sarebbe risorto nelle sembianze di un Angora bianco ad occhi impari (uno blu e l’altro ambra). Quella riguardante Maoemetto, invece,  racconta che la sua gatta angora turco, Muezza, si fosse addormentata sulla sua djellaba.  Dovendosi alzare per andare a pregare, il profeta preferì far tagliare un lembo delle lunghe maniche del suo mantello per non disturbare il suo sonno. Svegliandosi, la sua gatta, si stiracchiò graziosamente e ringraziò il suo padrone per il riguardo usatole, con una signorile riverenza. Commosso, Maometto gratificò Muezza e tutti i suoi simili di un dono importante: quello di ricadere sempre sulle loro zampe.

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